Ascoltatemi tutti e intendete bene:
non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo;
sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo.
Faccio una fatica bestiale davanti a questo passo.
Perché, se é vero che le mie azioni mi qualificano come persona, bisogna pure riconoscere che alcune di esse rientrano più precisamente nella categoria delle re-azioni.
Reagisco alle avversità ed agli eventi propizi, alle lodi ed agli insulti.
Reagisco, in generale, all'interazione con il Prossimo ed, in fin dei conti, con Dio.
Non sempre, non con la stessa intensità, talvolta in maniera non commisurata.
Che cosa mi stai chiedendo, dunque?
Il dono dell'imperturbabilità? Il distacco dal mondo? L'ascesi, forse?
Io dico di no.
Facciamo così, allora: io mi impegno a misurarmi e ad evitare #falliDiReazione finché non mi accorgo che questo inizia a compromettere la mia volontà di relazione, con il Prossimo e con Dio.
In quel caso accetterò il rischio di qualche cartellino rosso.