#laDistrattaFamiglia

Quella famiglia che chiamano Sacra si è persa il figlio a Gerusalemme. 
Quell' uomo che chiamano Santo si è distratto dal ruolo di padre putativo che aveva accettato. 
Quella madre, le cui virtù sono professate in mille dogmi, è riuscita a perdersi l'Unigenito. 
Dov'è allora la santità della famiglia di Nazareth?

Professo una santità tutta umana, che unisce nella difficoltà, supera lo sterile rimpallarsi delle accuse, non perde tempo prezioso a tirarsi piatti e bicchieri. 

Mi metto in marcia a ritroso con Giuseppe e Maria.
Sono con loro quando decidono di abbandonare la carovana e rifare la strada all'indietro da soli.
Al loro fianco percorro quel tragitto a testa bassa cercando ogni indizio.
Entro con loro in ogni locanda, chiedo con loro ad ogni mercante.
Ed, ad ogni 'no' ricevuto, attingo pure io alla forza di quei due: cercheremo ancora, finché ce la faremo. 

Alla fine, ascolto con loro la risposta urticante che gli riservi quando Ti trovano. 
Dopo tutto quello sforzo il sapore dolce di averTi ritrovato, ma quello amaro di non averTi saputo leggere nel cuore. 

Eccola la Tua famiglia: umana e santa come é.



#perStrada

Non nell'ardore del mettersi in marcia. 
Non nella soddisfazione del traguardo raggiunto. 

Tu visiti l'uomo mentre é in cammino, nei tratti a passo spedito ed in quelli a passo incerto. 

E realizzi un miracolo: intorno a chi é in difficoltà crei una comunità. 

A chi inciampa ed a chi lo soccorre, Buon Natale!

Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto

#yubel

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

(Eccolo il suono dello shofar, il corno del montone: o forse sono solo zampognari , ma che importa?)

Quel censimento è un grande esercizio di inventario: si contano in Israele gli uomini arruolabili e le loro ricchezze da tassare.
Quelle comunità si frammentano per censo, ovvero in base agli averi di ciascuno.

(E poi un coro celestiale che annuncia un regno di pace...) 

Nulla di più lontano dalla concezione ebraica, dove la terra non si possedeva ma al più si affittava, al massimo per 49 anni.

(Ed una stella brillante, segno inequivocabile di un tempo nuovo che inizia!)

Al cinquantesimo: yobel, gioite!!
Liberate!!

Liberate chi é schiavo o prigioniero! 
Liberatevi delle terre, liberatevi di ciò che non vi appartiene!
Liberatevi da ciò che crea dipendenza!

Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato;
Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe.
Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.

dice il Battista.
Non é ancora il Vangelo, ma é un ottimo viatico.

Auguro che dalla Porta Santa spalancata arrivi a tutti e dovunque il suono dello shofar, forte come il vento impetuoso di questi giorni , ad annunciare un anno di Gioia autentica. 

Buon Natale!

#ControOgniProbabilità

Nonostante le nausee.

Nonostante la distanza ed i rischi del viaggio.

Nonostante l'accudimento a cui va incontro sicuramente richiederà sforzi non consoni a donne in attesa.

Nonostante sia alle viste un censimento che richiederà altri spostamenti.

Nonostante le occhiatacce fulminanti di Giuseppe.

Maria si é ritrovata a scegliere se, legittimamente, custodire Te, l'Unigenito, in una teca di cristallo oppure andare incontro al Prossimo che aveva bisogno.

Nonostante tutto, contro ogni probabilità, Maria si mette in marcia per un atto - si badi bene - nè richiesto nè dovuto: assistere Elisabetta nella sua gravidanza.

Prima ancora della Tua nascita, Maria già ti insegna - nei fatti - come si sta al mondo: pura Grazia.




#maculata

Maria macchiata di liquido amniotico e placenta, stravolta dal travaglio, nella mangiatoia di Betlemme.
Maria sporca di terreno e di sabbia, tremante di freddo e di paura mentre fugge in Egitto.
Maria trafelata e sudata che percorre contromano la carovana che torna verso Nazareth da Gerusalemme, dalla quale però Tu sei sparito.

Maria che, nonostante il vestito della festa, si è messa ad armeggiare con gli otri del vino a Canaa, per assicurarsi che non ce ne sia più neanche una goccia prima di chiederTi aiuto, impregnandosi di quell'odore forte.

Maria ai piedi della Croce, costellata dagli schizzi del Tuo sangue.

Maria che torna dal sepolcro, intrisa degli aromi e degli uguenti che ha cosparso sul Tuo corpo.

Insieme - non "al posto di", insieme - all'Immacolata Concezione, contemplo la #Maculata Esistenza di Maria.

Lei che, per privilegio singolare, era pura per nascita, si è guardata bene dal chiudersi sotto una campana di vetro ma è stata capace di stare nel mondo, accettando di contaminarsi senza però mai compromettersi.

Questa singolare capacità, ovvero il vivere nel mondo senza esserne compromessi, la chiamo Grazia; e Maria ne è evidentemente piena, per bontà divina ma anche per suo merito.

Ave, Gratia plena.



#ilFicoTenace

Nel posto dove sono nato esiste - o forse dovrei dire resiste - una pianta di fico arroccata sull'unico scoglio al di sotto di una falesia a dirupo, a un passo dal mare. 
Eppure, insediata in quella improbabile posizione, alimentandosi chissaccome, al momento opportuno quella pianta offre frutti piccoli ma gustosissimi a me e a nutrite schiere di gabbiani. 

La descrizione che fai dell'Apocalisse é terrificante: guerre, carestie, maremoti; e, peggio ancora, tradimento e abbandono, pure dalle persone più care. 

Ma, in mezzo alla descrizione di questa desolazione, infili questa parabola: 

Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina;
così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.

Da quel fico, quello arroccato sullo scoglio, imparo due cose: la prima é che, anche nelle condizioni più improbabili, perfino in mezzo all'Apocalisse, é possibile trovare uno scoglio al quale aggrapparsi.

La seconda: nessuna sciagura, nessuna Apocalisse é mai definitiva; nel bel mezzo del disastro #ilFicoTenace percepisce l'estate alle porte e comincia a tendere i suoi rami.

#Risonanza

Io sono re.
Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.

Cosa c'entra la regalità con la verità? 
Senza arrivare alle sofisticazioni delle nostre democrazie, basti pensare che da sempre le dittature impongono sistematicamente la censura.

Ma.

Ma passi per le piccole verità quotidiane, quelle si possono truccare con l'ausilio di un'agenzia di stampa o di un giornalista compiacente.

Ma la Verità, quella che indaga sulla radici profonde dell'esistenza, quella no.
La Verità, quando la senti, risuona dentro. 
Come un diapason o come i bicchieri degli artisti di strada. 

Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto...
Se il Tuo regno fosse stato di questo mondo avresti smontato le verità posticce dei sacerdoti e del sinedrio sul Tuo conto, fomentando i Tuoi seguaci.

Ma il Tuo regno non é di questo mondo: non ti tangono verità scadenti, ancorché sul Tuo conto, perché Tu sei al servizio della Verità. 

Ed io, che a distanza di millenni ascolto la Tua voce, risuono.

#PiuDiCosí

Avrebbero meritato approfondimenti separati la reprimenda che rivolgi agli scribi che divorano le case delle vedove e la misera offerta che una di quelle versa al tesoro del tempio, che però rappresenta per lei tutto quanto aveva per vivere.

Invece mi accorgo che provvidenzialmente l'evangelista passa dall'una all'altra senza soluzione di continuità, come se fossero un gesto solo. 

Come a chiedere agli scribi: non vedete che vi ha già dato tutto?  Cosa altro cercate?
Non sapete che, se chiederete ancora, la poveretta farà ancora più sacrifici, sopporterà ancora più privazioni pur di cercare di accontentarvi?

Come a chiederlo ad un certo clero, oggi. 
Come a chiederlo a ciascuno di noi quando pretendiamo da un fratello, da un genitore, da un figlio uno sforzo che va oltre le loro possibilità.
Come ad interrogarci sulle aspettative che abbiamo su Dio, come ad ammonirci sul nostro continuo alzare la posta.

E, mentre leggo questa pagina, mi pare di sentire quella vedova, quel fratello, quel genitore, quel figlio ed anche Dio cantare con la voce di Mina:

Più di così
Non so più cosa dare
Più di così
Che cosa fa più male
Perderti adesso e non vederti più?
Ricominciare come lo vuoi tu?
Più di così
Mi chiedi e mi pretendi
Più di così
Mi stringi e poi mi stendi
E a denti stretti io ti dico si
perché ti amo

#LontanoDalRegno

Non torno sulla crucialità dei due comandamenti - amare Dio ed il Prossimo: chi vuole può trovare qualche spunto qui.

Mi fermo però sulla frase con cui chiudi la discussione con quello scriba:

Non sei lontano dal regno dei cieli 

Che potrebbe sembrare una sorta di "imprimatur", una validazione delle teorie discusse con quel tale.

Non lo é.

Non sei lontano, il regno é qui a un metro da te, datti da fare: quella frase é piuttosto una pressante chiamata all'azione.
"A little less conversation, a little more action", avrebbe detto qualcuno millenni dopo.

Se ritenessimo la religione un argomento di dissertazione da caffè letterario, priva di implicazioni tangibili allora si, saremmo davvero lontani dal regno...

#cambioDiStagione

E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». 

Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi...

Prima di gettare via il suo mantello - ovvero l'unica cosa che probabilmente gli resta - Bartimeo il cieco non attende di essere sicuro della sua guarigione; anzi, ad essere precisi, lo getta via perfino prima di averTi formulato quella richiesta.

Non attende neppure di sincerarsi, essendo non vedente, che non si tratti di uno scherzo di cattivo gusto magari al solo fine  di metterlo a tacere, cosa nella quale molti si stavano cimentando secondo quanto riferito dall'evangelista.

Bartimeo getta via il mantello nell'istante in cui Tu gli concedi udienza.
Anzi, più precisamente, dovrei dire che la salvezza di Bartimeo comincia nel momento stesso in cui lui percipisce che la sua supplica è arrivata al Tuo orecchio: la sua richiesta sarà esaudita perché il figlio di Davide (questo il titolo che lui utilizza) non si negherà certo ad una richiesta di misericordia; d'altronde il suo grido

Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me

reca in filigrana il salmo di Davide

Abbi pietà di me, o Dio, secondo la Tua grande misericordia

Altro che qualche cencio malmesso: a Bartimeo occorre solo la sua fede granitica, nulla più!

Guardo volare il mantello di Bartimeo e mi chiedo quanti abiti laceri e malconci preferisco accumulare nel dubbio che le mie richieste si perdano per strada o vengano fraintese o addirittura deliberatamente non esaudite.

Per fortuna l'autunno è periodo di un #cambioDiStagione...

#DifendendoLaTenerezza

Ai farisei che obiettano che Mosè ha permesso di ripudiare la moglie, rispondi: 

Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.

Pari quasi sottintendere che Mosè qui s'è sbagliato, é stato troppo tenero.
In questa circostanza non sei politically correct e quelli se la segnano per fartela pagare. 

Il problema é che quella risposta Ti é uscita dal cuore, essendo esattamente il rischio che ha corso Tua madre Maria con Giuseppe.
Quella legge di Mosè Ti tocca personalmente, avendo messo a repentaglio la Tua infanzia. 
Eppure, nonostante la Tua indole schietta e diretta, non dici apertamente: "Qui s'è sbagliato!" ma sposti il problema sulla durezza del cuore- sklerokardian.

E scopro ancora una volta che hai particolarmente ragione, perché se fossimo capaci di preservare la #Tenerezza, quella che non si vergognano di mostrare i bambini ed, in taluni casi, gli innamorati, nessun rapporto di coppia - di qualunque coppia - si deteriorerebbe fino al rischio dell'abbandono. 
Possa il seme della Tenerezza essere difeso e coltivato nelle nostre vite frenetiche, in cui l'arroganza é assurta a valore e l'ego é venerato sopra ogni cosa.

#unTempoPiccolo

Ai discepoli che misurano reciprocamente la propria grandezza rispondi:

Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me!

Il metro che usi per misurare la grandezza é quello del servizio: più piccoli sono i bambini, maggiore é la loro dipendenza dal prossimo e maggiore é pure il tempo che sottraggono: il più grande é chi, accogliendoli, é disposto a sacrificare la propria vita, come dici altrove.

Viviamo invece in #unTempoPiccolo in cui i bambini sono visti come un attentato alla libertà ed all'indipendenza - direi meglio al diritto, vero o presunto, all'irresponsabilità.
Un tempo piccolo in cui i genitori perennemente vacillano ed i nonni vanno rincorsi tra una lezione di Zumba e un evento mondano: se questa é l'accoglienza riservata ai figli, figurarsi quella per i bimbi estranei.

Beato chi, come scrisse il poeta, saprà diventare grande in un tempo piccolo...

#OltreLaCroce


Quando apertamente inizi ad annunciare la Passione, la Crocifissione e la Resurrezione, Pietro si scandalizza e Ti invita a smetterla.
Allora lo rimproveri:

Vade retro, Satana!
Tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini.

Come si pensa secondo Dio, dunque?
Rinunciando a compiacere i propri "follower", certamente.
Ma credo ci sia di più.

É divino non fermarsi davanti alla propria croce: é divino, senza piangersi troppo addosso, caricarsela sulle spalle e proseguire il proprio cammino.
A dirla tutta é divino, anzi "divinissimo", essere certi che alla fine di un percorso - qualunque percorso, nell'arco di una vita - il premio sovrabbonderà largamente lo sforzo.

D'altronde non ci hai mai chiesto di sederci a contemplare la nostra croce nello sconforto ma piuttosto:

Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

#FalloDiReazione

Ascoltatemi tutti e intendete bene:

non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo;

sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo.


Faccio una fatica bestiale davanti a questo passo. 

Perché, se é vero che le mie azioni mi qualificano come persona, bisogna pure riconoscere che alcune di esse rientrano più precisamente nella categoria delle re-azioni.

Reagisco alle avversità ed agli eventi propizi, alle lodi ed agli insulti. 

Reagisco, in generale, all'interazione con il Prossimo ed, in fin dei conti, con Dio.

Non sempre, non con la stessa intensità, talvolta in maniera non commisurata.

Che cosa mi stai chiedendo, dunque?

Il dono dell'imperturbabilità? Il distacco dal mondo? L'ascesi, forse? 

Io dico di no.

Facciamo così, allora: io mi impegno a misurarmi e ad evitare #falliDiReazione finché non mi accorgo che questo inizia a compromettere la mia volontà di relazione, con il Prossimo e con Dio. 

In quel caso accetterò il rischio di qualche cartellino rosso.

#LaFameQuotidiana

Capita di leggere nell'Antico Testamento del mormorio di Israele affamato nel deserto: 

"Fossimo morti per mano del Signore nel paese d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà!"

La risposta di Dio a quel popolo bambino fu quella che ogni genitore ha con un lattante: cibo, in forma di manna.

Nel riferirTi a quell'episodio, lo ridimensioni pesantemente, quasi lo sconfessi:

Non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero!

Naturalmente non ce l'hai con Mosè, piuttosto credo che Tu stia cercando di dire qualcosa sulla modalità corretta di formulare la richiesta ed - in definitiva di approcciarsi a Te.

Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

É chiaro che non parli qui della fame e della sete materiale: chi viene a Te per riempirsi la pancia o per proprio tornaconto, pure il più legittimo, resterà probabilmente deluso.
Non attaccano con Te i capricci da lattante.

Al contrario, chi viene mettendosi autenticamente in gioco, correndo pure il rischio di perdere gli agii che ha, riceve il dono di accedere all'essenza più pura del Vangelo. 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e  fame nuova domattina.

#perFareUnaComunità

una grande folla lo seguiva

Una folla non é ancora una compagnia: le manca - letteralmente - il sedersi alla stessa mensa a mangiare lo stesso pane.

Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?

Una compagnia non é ancora una comunità: manca lo spirito di servizio, la disponibilità da parte di ciascun singolo di farsi carico degli altri. 

C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci

La comunità é il requisito minimo per l'evangelizzazione: come cristiani dovremmo impegnare tutti i nostri sforzi a consolidare quelle esistenti ed a costruirne di nuove.
Percepito che hai una comunità davanti, e non più una folla indistinta, esclami:

Fateli sedere

Infine, la comunità non é ancora Chiesa: per quello occorre la benedizione della Tua Grazia, come per quelli che assisterono alla moltiplicazione. 
Ma confido che quella non la farai mancare.

#inPuntaDiPiedi

Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro.

Sulle prime, scuotere la polvere di sotto i piedi contro qualcuno pare un gesto altezzoso: "Se non accetti il mio aiuto, questo é quello che ti meriti!" sembreresTi suggerire.

Ma, a leggere con più attenzione, inviti a scuotere la polvere non contro ma a testimonianza per loro.

Il parroco del mio paese aveva l'abitudine di divulgare situazioni e comportamenti privati a suo parere sconvenienti in forma di lettere fintamente anonime - in realtà ricche di riferimenti inequivocabili - accompagnate da dure reprimende.
Non ho mai condiviso quel metodo. 

L'evangelizzazione dovrebbe essere invece un esercizio di Grazia, intesa come capacità di stare tra gli uomini: bisogna portarla avanti #inPuntaDiPiedi, essendo pronti ad accettare il rifiuto ed a restituire perfino la polvere che inavvertitamente si é attaccata alle scarpe.
Se abbiamo proceduto con Grazia -#inPuntaDiPiedi, appunto -non ci costerà fatica.

#inDifesaDiNazareth

Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria?

In difesa dei nazzareni tuoi concittadini, solitamente trattati come bifolchi a causa del nemo profeta in patria che gli rovescerai addosso tra poco. 

Eppure io ritengo molto vero il detto africano che recita: "Per crescere un bambino c'è bisogno di un villaggio", 
ovvero ogni bambino ha bisogno di una società che lo accolga come una risorsa, che sia pronta - la comunità tutta - a farsene carico, ciascuno secondo la propria disponibilità.
(...e qui mi scappa di annotare che invece viviamo in posti dove i pet shop superano per numero e fatturato i negozi di prima infanzia e che, su questo punto, non so proprio come dare torto a Papa Francesco...)

C'è bisogno di una comunità non giudicante, come avrebbe potuto essere quella di Nazareth nei confronti della gravidanza sospetta di Tua madre. 
Da bambino cresciuto nel sud Italia, non riesco a cogliere nel versetto riportato all'inizio altro che espressione di appartenenza, di consanguineità.

Non so cosa ti turbi al punto da reagire in quel modo. 
Non capisco neanche bene perché sia indispensabile l'apprezzamento al profeta per essere capace di prodigi: preferirei profeti meno vanitosi.

Probabilmente il solo passo che la comunità di Nazareth non ha ancora compiuto é la capacità di riconoscere lo status di uomo adulto al bambino che quel villaggio ha cresciuto. 
Per cui, d'accordo, Nazareth avrebbe potuto essere un posto migliore ma, vista la condizione attuale, lascia che Te lo invidii.

#antidoto

Altrove ho scritto che bisogna prendere Te ed il tuo messaggio così com'era, senza distorsioni di comodo, e non lo rinnego.
Scopro adesso, però, che si tratta in realtà di una cattiva traduzione:

lo presero sulla barca, siccome era lì 

mi pare una tradizione più fedele. 
D'altronde il motivo per cui tu eri lì si legge all'inizio dello stesso capitolo:

Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare.
E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare

Quindi, quando chiedi di passare all'altra riva, ti portano con la barca sulla quale ti trovi già.
E che cosa insegni da quella stessa barca?

Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno;
dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce

Questo é l'#antidoto di cui avevi già dotato i discepoli! 
Solo che loro, presi dal panico per la tempesta, vedendoTi dormire l'hanno già dimenticato.

Possa questa Parola venirmi in soccorso quando le paure mi paralizzano o le responsabilità mi schiacciano: 

dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce

#LaCenaDegliUltimi

Questo é il mio corpo...
Questo é il mio sangue...

Nient'affatto, Nazzareno. 
Quello é pane azzimo e serve a ricordarsi della fuga frettolosa dall'Egitto che non concesse tempo di lievitazione: il secondo dei tre pani, seguendo il rituale ebraico, viene spezzato in due parti.
L'altro invece é vino, da benedire e bere in quattro momenti, a ricordo delle promesse di salvezza che Dio formulò al suo popolo quella notte.
A che titolo mescoli il Tuo corpo ed il Tuo sangue a questi simboli sacri?
Come Ti permetti di deviare così pesantemente dalla tradizione?
Avessero saputo di questa Tua bestemmia i sacerdoti, nelle cui mani finirai tra poco, Ti avrebbero ucciso nel sinedrio...

Che cos'è dunque l'Eucaristia? 
In che relazione é con la Pasqua ebraica? 
La sostituisce? 
La revoca? 

Nel rito ebraico, spezzato il secondo pane, si recita: 
"Ecco il pane della sofferenza, che i nostri padri mangiarono in terra d'Egitto; chiunque ha fame venga e mangi; chiunque ha bisogno venga e faccia la pasqua."
Eppure, al Tuo tempo come al mio, si fa una fatica enorme a mettere in pratica queste belle parole, che rischiano di restare una dichiarazione di intenti.

Su questo punto però c'è poco da fare retorica: bisogna metterci la faccia e le mani, il corpo ed il sangue, appunto. 
E Tu ce li hai messi davvero, rendendo plastica quella liturgia nell'arco della Tua vita, fino alla fine.

Non sono venuto ad abolire la legge, ma a darle compimento.

L'Eucaristia é il compimento della Pasqua ebraica: accostandoci ad essa ci schieriamo dalla parte degli ultimi senza discussioni; ci dichiariamo disponibili verso i bisognosi senza remore.
L'ultima cena è in realtà la prima #cenadegliultimi.
Dovremmo fare questo in memoria di Te.

#caricoDiRottura

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Mi lascio sorprendere, quasi travolgere, da questa inaspettata premura: altrove sei stato molto più duro ed intransigente, chiedendo persino di abbandonare la propria famiglia per mettersi alla Tua sequela.
Questa volta invece, nel discorso di commiato dagli apostoli, dedichi loro questa cura inattesa.

A cosa sarebbe valso, infatti anticipare loro le persecuzioni alle quali sarebbero stati sottoposti dopo la Tua morte e resurrezione?
Ammesso che qualcuno di loro Ti avesse creduto, non sarebbe forse scappato subito a gambe levate?
O dovrei pensare che avrebbero accettato quel destino quegli stessi, che - ignari di tutto - stavano già per rinnegarTi e dileguarsi?

Eppure proprio quegli uomini, grazie anche a questa premura, hanno attraversato quelle difficoltà e fondato la Chiesa.

Sarebbe bello incidere il versetto su una pietra di ciascuna delle nostre chiese, per ricordarci che - pur essendo intransigenti nel chiedere - dobbiamo rispettare il #caricoDiRottura di ciascuno.

E poi invocare incessantamente lo Spirito, che ci sostiene - anzi, usando le Tue parole - ci guida.

Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera

No, lo Spirito non viene a sbatterci la Verità in faccia.
Egli ci guida ad essa, che è completamente diverso.
E gli apostoli ne rendono testimonianza.

#chiaviDiCasa

Rimanete nel mio amore.

Anzi, con traduzione letterale:

Abitate il mio amore. 

Perché questo ci offri, una casa, un rifugio. 
Una tavola intorno alla quale riunirsi. 

Ogni comunità, si sa, ha le sue regole:

Se osserverete i miei comandamenti, abiterete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e abito nel Suo.

Di fatto ci apri le porte della casa del Padre, che avresti potuto considerare legittimamente un tesoro geloso: invece scegli di condividerla, a patto che ne osserviamo le regole. 
E quali sono le regole? Come si articolano?

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. 

Le porte della casa del Padre sono aperte a patto che nessuno la consideri un proprio tesoro geloso: piuttosto ognuno di sforzi di includere chi accetta questo stesso, unico - lo ribadisco, UNICO - precetto.

La condivisione saranno le nostre #chiaviDiCasa

#riconoscenza

Increduli, sconvolti, sorpresi, eccitati.
Ti riveli ai due di Emmaus e poi nel cenacolo, innescando emozioni di ogni sfumatura cromatica nei discepoli.
Alcuni Ti riconoscono, altri stentano.

Qual è il segno?
Come si fa ad essere certi di non aver mancato la Tua presenza?

Quelli di Emmaus hanno bisogno che Tu spezzi il pane per loro.
Tommaso invece ha bisogno di affondare il dito nel costato. 
A Pietro basta il solo sepolcro vuoto.

Da cosa potremo riconoscerTi, Risorto?
Per riconoscerTi occorre #riconoscenza.
I due di Emmaus la provano per l'Eucaristia; Tommaso per il martirio; a Pietro, che è più in debito di tutti, basta entrare nel sepolcro.

Per riconoscerTi, oggi come allora, basta usare come strumento di misura il cuore:
quello é il sismografo perfetto.
Quando il cuore vibra, Tu sei lì.

#PasquaPartigiana

Maria di Magdala è una clandestina.
Maria di Magdala non rispetta la Pasqua ebraica e profana quel Sabato Sacro preparando olii e misture per sistemare - l'indomani - la Tua sepoltura frettolosa.

Maria di Magdala è folle: crede di recarsi al sepolcro di buon mattino, col suo corredo di teli ed unguenti, e di chiedere al plotone romano che sta di guardia di spostare per lei il pesante masso che nega l'ingresso.
Ma, per quanto folle, sa che otterrà da quei soldati soltanto beffe spocchiose e insulti sguaiati.
Eppure Maria di Magdala è pronta a sfidare sia la Legge sia l'ordine costituito, e lo fa perché qualcosa le brucia dentro.

Per questo motivo, Maria di Magdala è la prima testimone, pur inconsapevole, della Pasqua: perché ha preso una parte, la Tua, e per quella parte è disposta ad andare fino in fondo.
Maria di Magdala è una partigiana che ha scelto la parte giusta della storia.

A chi non rispetta le liturgie;
A chi non soccombe alla burocrazia;
A chi non ha paura di combattere per difendere la propria parte;

Auguri di Buona Pasqua

#GuariscimiIPiedi

Stasera siedo con Giacomo e Giovanni, che avrebbero voluto opporre maggior resistenza al sonno se solo avessero capito cosa stava per succedere.

Siedo con Pietro che, a quella colpa aggiunge pure le occasioni avute e perse per fare professione di fede.

Siedo con Giuda, che si credeva giocatore e invece si scopre pedina in una partita più grande di lui.

Siedo con il resto dei Dodici, spazzati via dalla prima vera avversità.


Siedo pure io a questa stessa tavola: porto il mio carico - non inferiore - di delusioni e di rimpianti.

Siedo con i piedi gonfi e doloranti, segnati da continue botte ed ammaccature e stufi di camminare.


Lascia perdere la testa stasera, Maestro; 

per piacere oggi non partire dal cuore.


Stasera #GuariscimiIPiedi.


Buon Giovedì Santo.

#SonoForseIo

Sono forse io?

Questa la preoccupazione principale dei discepoli dopo l'avviso del tradimento imminente.
Non una parola di solidarietà, non uno slancio di altruismo.

Sono forse io?

Dimmi di no, fammi sentire apposto con la coscienza.
Perché da solo non ne sono sicuro, di non correre il rischio di essere io a tradirTi.
L'unico che ha quel coraggio è Pietro, e guarda la fine che fa.

Sono forse io?

E se non lo sono, permettimi ancora - nonostante tutto, nonostante la mia pochezza ed incostanza - di attingere alla mensa eucaristica.
Non stancarTi di apparecchiare anche per me, pure se io non so dirTi nemmeno se stasera parteciperò o se Ti tradiró.

Buona Settimana Santa.

#eresia

Ci si accapiglia per definire con precisione il grado cattolicamente ammissibile di inclinazione all'omosessualità, l'istante esatto in cui un feto può essere considerato vita, la misura giusta delle cure da prestare ad un paziente terminale.
Quanto sforzo inutile.

Io mi dichiaro pubblicamente eretico.

Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna

Non sono d'accordo su questo, Nazzareno.
Io amo la mia vita, imperfetta e caotica com'è, e lotteró fino all'ultima stilla di forza per conservarla.
Dici che così facendo la perderò, e che dovrei odiarla piuttosto.
Per cosa poi? Per guadagnare la vita eterna?

Io quella non la conosco, non so nemmeno se c'è; questa, invece, è tutto quello che ho, ed intendo difenderla.
Su questo io e Te non andiamo d'accordo...

#antidoto

Come Mosè innalzò il serpente nel deserto,

così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo


Come lo innalzò, dunque?

Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un'asta:

chiunque sarà morso (da serpenti nel deserto), se lo guarderà, resterà in vita


La Croce, dunque, non è la finalità.

Non mi fido di chi elogia la sofferenza e benedice il martirio.

La Croce - ogni Croce - reca in filigrana la Resurrezione: alzando gli occhi alla Croce e guardando attraverso di essa fino alla Resurrezione, pure le mie minuscole croci quotidiane mi sembrano meno velenose.

La Croce è l' #antidoto.

#OnniscienzaArtificiale

Quanto ci affascinano e quanto ci spaventano le intelligenze artificiali, queste macchine incredibili capaci di ingerire moli impressionanti di nozioni e perfino di rielaborarle, offrendo nuovi spunti e prospettive!

Quanti interrogativi etici e sociali pone la loro ascesa: fino a che punto arriveranno a sostituire l'uomo? Quale impatto avranno sul mondo del lavoro? Quali regolamenti bisogna adottare per evitarne un uso illecito e distruttivo?

Ed infine quella che per me é la domanda delle domande: queste macchine possono davvero ambire al sapere assoluto?
In altre parole: abbiamo costruito delle macchine capaci dell'Onniscienza?

Perché se fino ad oggi sapevamo della marea di informazioni sparse nei meandri di internet, pensarle tutte concentrate in un unico automa fa tutt'altro effetto!
Non era l'Onniscienza una categoria identificativa di Dio?
Finiremo forse - prima o poi - per adorare questo automi?

Nel mio piccolo, credo di no.
Perché l'Onniscienza é più della collezione completa di tutte le nozioni: l'Onniscienza ha a che fare con la conoscenza profonda dell'essere umano, delle sue emozioni della sua storia.

Non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo.

Credo in un Dio che ci conosce nel profondo, uno ad uno, e spero sinceramente che non permetteremo a nessuna AI di arrivare a tanto...

#IlMetodoGentile

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto

Se oggi qualcuno fosse in grado di replicare in infinitesima misura la Trasfigurazione, le vesti candide, l'apparizione dei Profeti, la voce dalla nube... anzi se qualcuno ne fosse pure soltanto testimone, correrebbe subito a condividerla sui social per guadagnarsi qualche brandello di effimera celebrità.

A ben vedere tutta la Passione é pubblica, si consuma al cospetto del popolo percorrendo tutti i gradi di giudizio e di tortura del tempo.
Tutta la Gloria, invece é privata: la Trasfigurazione, la Resurrezione e pure l'Ascensione riguardano solo i discepoli, talvolta addirittura in maniera ristretta.

Che senso ha esporre la sofferenza e nascondere la potenza?
Non Ti interessa forse legittimare l'immagine del Figlio del Dio potente, il più potente, anzi l'Onnipotente, cardine dell'antico Testamento?

No, non Te ne frega proprio nulla.
Il metodo che scegli per la predicazione del Vangelo non é mai ostentativo, direi coercitivo: affinché sia accolto, il Vangelo va annunciato in maniera #gentile, rispettando i tempi e la disposizione d'animo di ciascuno: ogni scorciatoia, ogni deroga é in realtà controproducente.
Ficchiamocelo in testa.

#DesertificazioneRelazionale

Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana

Spesso ho sentito parlare del deserto come metafora di una sorta di palestra spirituale, un luogo ed un tempo che sarebbero necessari per affrontare i propri demoni e fortificarsi dentro.

Si pensa che Tu vada nel deserto come l'uomo Tigre alla tana delle tigri.

Io credo invece che il deserto sia esso stesso LA tentazione: liberarsi degli altri, allontanarsi dal prossimo, dedicarsi finalmente solo a se.

É la tentazione del nostro tempo, tempo di #desertificazione non solo climatica ma anche relazionale.

Tempo in cui si antepone il contatto virtuale a quello reale; tempo in cui si costruiscono e distruggono relazioni con pari rapidità; tempo - in definitiva - di un culto smisurato dell'ego a discapito dell'attenzione verso il prossimo.

Sia chiaro, il deserto di cui parlo é una tentazione, non necessariamente un male.

Tu lo frequenti per stretta necessità, mentre é in atto la caccia da parte delle autorità a Giovanni il Battista e, non cedendo alla tentazione della desertificazione, ne esci subito dopo il suo arresto:

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea

A chi, come me, ha ceduto al comfort del proprio deserto autoreferenziale: é ora di mettersi in cammino!

Buona Quaresima.

#unbiasing

Guarito il lebbroso, gli raccomandi immediatamente dopo:

Guarda di non dire niente a nessuno...

Sembra la raccomandazione di una persona schiva o che non vuole seccature, ma io sospetto ci sia sotto

 dell'altro.

Mi capita quotidianamente nel mio lavoro di essere fuorviato da colleghi che, con le più nobili intenzioni, condividono il loro punto di vista su problemi che invece sono di mia più stretta competenza.
Le loro idee, alle volte illuminanti, producono sempre e comunque un effetto di polarizzazione sul mio approccio alla questione.
Con l'esperienza si impara a prendere gli spunti più interessanti in maniera critica, evitando che influenzino la propria visione dei fatti.
Questo processo lo chiamiamo "unbiasing".

Chi venisse a Te perché convinto da un miracolato, cosa cercherebbe, se non un guaritore?

E chi venisse a Te perché convinto da uno scriba o da un rabbino, non cercherebbe forse un profeta?

Io no.
Io voglio venire a Te come sei veramente, Gesù il Nazzareno.
Io voglio sentire la Tua viva voce, registrata nei Vangeli, e farmi la mia idea su di Te.
Io voglio fare #unbiasing.

#Sospetti

Riprendo l'episodio dell'indemoniato della sinagoga che esclama:

Che c'entri con noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci!
Io so chi tu sei: il santo di Dio.

Di cosa Ti sta accusando quel tale?
Di alzare troppo gli standard di quella sinagoga?
Di indicare modelli troppo lontani, praticamente irraggiungibili?
In fin dei conti, non Ti sta accusando forse di un eccesso di amore, di esserTi speso in attenzioni non richieste?

Sentirsi sindacare un gesto d'amore è un'esperienza tanto sgradevole quanto comune, almeno per chi è genitore.

Come si fa a convincere qualcuno titubante del fatto che un'attenzione è frutto di uno slancio sincero e non nasconde nessun interesse o tornaconto?

La risposta che leggo in questa pagina di Vangelo è che non ci si riesce, non esiste questa possibilità in natura.
O ci si sforza di estirpare la mentalità del sospetto alla radice, oppure ogni sforzo di convincimento sarà vano: "we can't go on together / with suspicious mind", cantava Elvis.

E Tu, con il vigore del contadino che sradica la malerba, più drasticamente:

Taci! Esci da quell'uomo!

#FedeAgonistica

Io lo capisco perfettamente, l'indemoniato della sinagoga:

Che c'entri con noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci!
Io so chi tu sei: il santo di Dio.

Non Ti pare di alzare l'asticella un po' troppo?
Non Ti basta una generica chiamata al miglioramento personale, alla bontà?
Devi proprio proporci come obiettivo ultimo Te, il santo di Dio, come dice quel tale?
Al posto suo avrei fatto pure peggio.

C'è una differenza tra essere atleti amatoriali ed agonisti.
Agli amatori sono concesse pause, tentennamenti, alti e bassi nel livello di applicazione.
Agli agonisti é richiesta invece dedizione costante e totale: semplicemente, per loro, non esiste altra misura accettabile.

Così pure nella Fede ci sono gli amatori e gli agonisti, e la differenza tra le due categorie non si misura dall'importo delle offerte (ce lo insegna l'obolo della vedova) né dal numero di preghiere giornaliere (questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore é lontano): l'unico metro che conosco é la dedizione costante ed assoluta a tendere al santo di Dio, superando ogni inevitabile fallimento.

Taci! Esci da quell'uomo!

Non c'è traccia di accondiscendenza nella tua risposta.

D'altronde, la sinagoga, al pari della nostra chiesa, é - o dovrebbe essere - posto da agonisti.

#VeniteEVedrete

Andrea inizia il suo discepolato con una richiesta stranissima, più da agente immobiliare o del pignoramento che da fedele:

Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?».
Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
Disse loro: «Venite e vedrete»

Non Ti perdi in spiegazioni, non entri nel dettaglio su dove, con chi ed in quali condizioni abiti.
Non gli mandi la posizione, come faremmo oggi con i cellulari.

Andare é l'innesco minimo: il discepolo deve dare almeno quella minima disponibilità.

I pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino

Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro...

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala andó al sepolcro di buon mattino...

Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e andarono al sepolcro.

Tutti coloro che vanno, vengono poi ricompensati, certo.
Ma é ancora più importante osservare che solo accettando di andare, vengono coinvolti nella storia della Salvezza.
Chi invece resta fermo o preferisce farsi raccontare le cose, non sfiora nemmeno il Mistero.

Non si diventa, non si é cristiani imparando a memoria un certo numero di precetti ed osservandoli, ma andando e vedendo, di casa in casa, come per la prima missione che affidasTi a quegli stessi discepoli.

Oggi prego per essere testimone di un cristianesimo meno dogmatico e cerebrale, ma più empatico e contagioso.
Amen.

#Maleficent

Mirra: resina gommosa molto aromatica, usata anticamente nei riti di imbalsamazione.

...che regalo sciagurato per un neonato, sembra quello di Malefica alla bella addormentata: Maria deve aver fatto appello a tutta la sua Grazia per non tirarglielo in faccia.

La mirra sparisce poi dai Vangeli, per ricomparire proprio ai piedi della Croce, in forma di anestetico prima:

...e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

e poi, dopo la Tua morte, per il suo fine ultimo:

(Nicodemo) venne anch'egli, portando una mistura di mirra e d'aloe di circa cento libbre. 
Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi...

Cosa trovarono dunque Pietro e Giovanni quando entrarono nel sepolcro vuoto?
Che cosa li spinse a credere nella Risurrezione piuttosto che in un furto di cadavere?
Sospetto che sia stato proprio il profumo di mirra, emanato dalle bende e dal sudario vuoti, intenso al punto da fargli percepire la Tua presenza.

Benedetta allora quella mirra regalata a Betlemme, che non é presagio di morte da trattare con scaramanzia ma piuttosto celebrazione definitiva del mistero dell'Incarnazione ed anticipo della Pasqua.

E dunque: buona Pasqua Epifania.