E' un modo non solo di continuare a sentire vicino chi ci ha lasciato, prendendosene cura, ma soprattutto di garantire a chi è in vita che nessuno sarà dimenticato quando non ci sarà più.
Ancora una volta, arrivi e ribalti il tavolo.
Il giovane, che alla Tua chiamata oppone la necessità di seppellire il padre, è trafitto così:
Lascia che i morti seppelliscano i morti;
tu và e annuncia il Regno di Dio.
Altro che "pietas", altro che affetto filiale, altro che buonismo...
Come faranno mai i morti a seppellire altri morti?
E in che modo l'annuncio del Vangelo è alternativo alla pia pratica tramandata dalla notte dei tempi?
Chi proclama la Tua Resurrezione ha davanti due strade: professare che sia stato un esercizio di Gloria e Potenza dal quale l'Umanità è del tutto esclusa, oppure ritenere che il Tuo Corpo risorto sia primizia di coloro che sono morti, ovvero avamposto di un'Umanità nuova destinata alla Resurrezione.
Chi sceglie questa seconda ipotesi, nel momento stesso in cui la sceglie, dovrebbe avvertirne la portata e l'urgenza di annunciarla, che è superiore ad ogni altra impellenza.
Gli altri, morti tra i morti, si dedichino pure alle sepolture...