#Smarrimento

Ti hanno cambiato le parole in bocca.

Insigni biblisti hanno deciso che ci avresTi  insegnato a chiedere al Padre Nostro di "non abbandonarci nella tentazione", anziché di "non indurci" in essa.
La profonda ammirazione che nutro verso gli artefici di questa modifica non mi impedisce di essere profondamente titubante, al limite del fastidio fisico.

Una cosa però riconosco al nuovo testo, che prima non c'era: la percezione dello smarrimento.
"Non abbandonarci", perché la tentazione, la prova, la malattia, fanno tutte leva sullo smarrimento.

Il primo passo per trarsi d'impaccio é conservare un riferimento.
Anche se:
Il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore;
anche se:
Gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze del cielo saranno sconvolte,

"Non abbandonarci", e riusciremo in un modo o nell'altro a cavarcela.

#Numismatica

Ti fai portare una moneta, la mostri in modo che tutti riconoscano l'effigie impressa e poi esclami:

A Cesare quel che è di Cesare,
a Dio quel che è di Dio.

Seguono duemila anni di mortificazione teologica del vil denaro - lo "sterco del demonio" per i sostenitori più intransigenti - sulla base di una contrapposizione presunta tra i beni terreni, destinati ai Cesari di questo mondo (...quante volte, ed in quante realtà diverse, ho ascoltato questa stessa identica omelia...) ed i beni celesti, proprietà di Dio.

Oggi, inseguendo la misera offerta di una vedova al tempio, scopro che le sue monete non potevano essere romane né recare l'effigie dell'imperatore: l'offerta al Tempio doveva essere in valuta locale.

Allora riavvolgo il nastro e mi chiedo se non sia stato frainteso il messaggio della frase da cui sono partito: forse voleva semplicemente dire che ritieni che si debbano pagare tanto i tributi a Roma quanto le offerte al Tempio.
Forse non c'è nessun riferimento ai "beni celesti".

E questo in fin dei conti mi gratifica e mi fa sorridere, perché cambia radicalmente il punto di vista, lo porta su un piano pratico, più vicino all'uomo.
Come a dire che il denaro è nel mondo, bisogna accettarlo ed essere capaci di possederlo senza esserne posseduti, il che è ben diverso dal pauperismo estremo di alcuni ordini o delle critiche da bar di molti avversori della Chiesa.

Non si potrebbe comprendere, d'altronde, il fatto che, tra i Dodici a cui affidi il compito dell'evangelizzazione, Tu abbia voluto anche un esattore delle tasse, che si impegnerà a redigere poi uno dei quattro Vangeli...

#Sovranismo

All'intervistatore che gli chiedeva se riscontrasse tracce di fascismo in questi tempi, il premio Oscar Michael Moore ha risposto, che sì, lui ne scorge, sia pure di una matrice diversa e più subdola rispetto al secolo scorso.

In particolare, sostiene il regista, mentre in passato il fascismo si è scelto un nemico sulla base di un preciso credo religioso - l'ebraismo - e l'ha perseguitato sistematicamente fino all'orrore dell'olocausto, oggi invece si declina nella forma del sovranismo esasperato, della segregazione per stato, regione, città, individuo, fino a legittimare il disinteresse ed il disprezzo verso l'altro, in quanto "colpevole" di diversità.

Anche io mi accorgo di un "non detto", di un vento che tira dentro e fuori dai social che convince ciascuno, parafrasando il Marchese del Grillo, che: "Io so' io, e voi non siete un cazzo".

E allora perdonami se sarò riduttivo, ma oggi uso il Tuo comandamento per ricordarmi di fare un passo indietro - non sono il Padreterno, posso rilassarmi - ed uno in fuori, fuori dalla campana di vetro del mio sovranismo autoreferenziale, fino ad incontrare veramente l'altro, il prossimo.

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.

Ed il secondo è simile al primo:
Amerai il prossimo tuo come te stesso.