#VedoNonVedo - #CredoNonCredo

A questo punto pare quasi che Giovanni sia stanco di raccontare.
Sostanzialmente liquida la Resurrezione ed i fatti seguenti in una trentina di versetti e poi chiude:

Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli,
ma non sono stati scritti in questo libro...

E dire che su fatti apparentemente meno rilevanti è stato molto più prolisso: l'episodio della guarigione del cieco nato - con l'interrogatorio a quell'uomo da parte dei farisei perché la guarigione era avvenuta di sabato, contrariamente ad ogni precetto, e poi la seduta del sinedrio, davanti al quale sono convocati anche i genitori di lui per dettagliare ogni aspetto della guarigione - di versetti ne conta 41.

Non l'ho scelta a caso, la vicenda del cieco nato.
Perché se c'è un verbo che ricorre nei 31 versetti proclamati quasi integralmente tra la domenica di Pasqua e la sua ottava, quel verbo è "vedere".

"Vide e credette" il discepolo che entrò nel sepolcro.
"Ho visto il Signore" annuncia la Maddalena ai discepoli, benché a quella testimonianza non corrisponda la stessa reazione innescata dall'annuncio recapitato qualche ora prima: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove lo hanno deposto".
"Abbiamo visto il Signore", testimoniano i discepoli a Tommaso, assente durante la Tua visita, ricevendo la celeberrima risposta.

Davanti a una testimonianza di fede le strade sono solamente due (...e forse per questo Giovanni tronca così bruscamente la sua opera...): una - la più comoda - è quella di rifiutarla, magari sindacandola in ogni aspetto per autoassolversi e sentirsi nel giusto, proprio come i giudei col cieco nato.

L'altra, impervia, scoscesa, al limite delle possibilità umane, è precisamente quella che ci chiedi:

...beati coloro che, pur non avendo visto, crederanno.

Ecco, riportato questo, Giovanni non ha più altro da dire.

#LaFineDegliAffanni

Una quota di fretta, di affanno appartiene alla matrice stessa della Pasqua ebraica, fin dalla sua istituzione.

Ecco in qual modo lo mangerete:
con i fianchi cinti, i sandali ai piedi ed il bastone in mano;
lo mangerete in fretta.

Quella fretta, incisa nel rituale di ogni Pasqua ebraica, si tramanda così di padre in figlio e arriva intatta, fragrante a quella celebrata duemiladiciannove anni fa.

Dopo averTi catturato, giudicato sommariamente e consegnato alle autorità, intimandogli anche la condanna da assegnarTi, gli abitanti di Gerusalemme hanno fretta adesso di vederTi morto per far sparire il Tuo cadavere prima che spunti l'alba del sabato, la loro Pasqua.

Allora si rivolgono ai soldati perché Ti spezzino le gambe, constringendoTi a un rapido soffocamento.
I romani hanno fretta anche loro di liberare la Croce dal Crocifisso, per non dovervi vegliare anche nel giorno di festa; solo che, al loro arrivo, l'intervento non è più necessario: Tu sei già morto.

Allora, sempre in tutta fretta, Giuseppe di Arimatea e Nicodemo smontano il Tuo cadavere dalla Croce, lo avvolgono alla bell'e meglio in delle bende aromatizzate e lo depongono in un sepolcro rimediato in extremis.

Pure le donne che sono lì assistono impazienti alla deposizione, smaniose di tornare presto a casa e portare il più avanti possibile il lavoro di preparazione di aromi ed unguenti per l'imbalsamazione, ormai rimandata al giorno successivo al sabato di Pasqua, durante il quale - come da precetto - va osservato il riposo.

Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe;
esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù,
poi tornarono indietro e prepararono aromi ed oli profumati.
Il giorno di sabato rispettarono il riposo secondo il comandamento.

(...io me le immagino quel sabato, mentre tutto il resto d'Israele festeggia, confuse, lacerate, affrante dalla Tua perdita, col solo pensiero dell'imbalsamatura da preparare che le tiene aggrappate alla realtà: vogliono che passi in fretta anche quella Pasqua...)

E poi, sempre in fretta, quella domenica mattina:

Nel giorno dopo il sabato Maria di Magdala si recò al sepolcro
 di buon mattino, quando ancora era buio
e vide che la pietra era stata ribaltata...

Alla notizia, accorrono anche Pietro e Giovanni, come in una vera e propria gara podistica.

Ma non c'è più bisogno di correre, non c'è più ragione di affrettarsi.
Chi entra nel sepolcro spalancato e "vede e crede", come Giovanni, apprende una notizia che ridimensiona enormemente le preoccupazioni quotidiane e stempera ogni apprensione.
Il sepolcro vuoto, la pietra rotolata, le bende deposte segnano #LaFineDegliAffanni ed istituiscono una nuova Pasqua in cui celebrare ciò che è essenziale, tralasciando il superfluo.

Marta, Marta...
tu ti preoccupi e ti affanni per molte cose ma una sola è essenziale.
Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta...

A chi è in fila nel traffico o in coda alle poste e intanto pensa a tutto quello che ha ancora da fare;
a chi cerca di prendere questa corsa della metro, tanto la successiva sarà ugualmente debordante di gente;
a chi è appena incappato nell'imprevisto che farà crollare come un castello di carte la schedulazione certosina di questa giornata;
a me per primo tra tutti questi;
auguri di non perdere mai di vista "la parte migliore".

Buona Pasqua.

#Miraggi - #Osanna

Sulla soglia del deserto per questi quaranta giorni, sono stato un passo dietro di Te, per capire cosa Tu ci sia andato a fare, che cosa avessi da cercare o a chi volessi dimostrare qualcosa.

Ti ho visto ripassare tutte le Scritture: le passate, le presenti e perfino le future.
Ho visto la Parola ritorta su se stessa, come allo specchio.
Dai Tuoi occhi ho conosciuto i miraggi che quella Parola Ti ha presentato e li ho annotati, uno per uno, nelle settimane precedenti, anche quando mi è parso di non capirli.

Invece, all'improvviso, tutto è diventato chiaro.
Rileggo quello che è scritto del Diavolo venuto a tentarTi.
Il Diavolo è - letteralmente - "colui che divide", colui che prova ad allontanare l'Uomo da Dio - nell'Eden - o Dio dall'Uomo, nel Deserto.
Viene e Ti chiede, in ogni tentazione, di dare sfoggio della Tua Divinità, a discapito della Tua natura umana.
E, benché affrontato nel Deserto, continua a seguirTi come un'ombra fino ai fatti di Gerusalemme, durante l'arresto, nel sinedrio, davanti a Pilato, infine qui, sulla Croce.

Non sei tu il Cristo?
Salva Te stesso, e noi...

Questo sei andato a fare nel Deserto: a misurare la Tua determinazione nello spogliarTi della natura divina e vestirTi di quella umana.
Ad alimentare quel desiderio ardente - epithumia - che Ti inchioda a questa Croce molto più fermamente dei soldati romani, per ricucire lo strappo di Adamo, per rimettere Dio e l'Uomo dalla stessa parte.

#Osanna.

#Ardentemente - #Epithumia

Ho desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con voi.

Innanzi tutto hai desiderato - e questa me la segno come notizia, visto che non capisco che senso abbia che Tu, che sei Onnipotente, abbia desideri...

E poi Luca sottolinea "ardentemente", in greco "epithumia".
Nulla di male, se non fosse che quel termine si riferisce al desiderio nella sua accezione più umana e fisica: "epithumia" è un desiderio che risiede nelle viscere, nel sangue, nel fiato.
"Epithumia" è un bisogno corporale come lo sono la fame ed il sonno.

Da millenni si dibatte sul tema della Tua autocoscienza, ovvero si cerca la risposta alla domanda: quando, esattamente, hai capito di essere il figlio di Dio?
Lo sapevi fin dalla nascita, come sostengono alcuni?
Oppure è una cosa che hai maturato con l'età, come sembrano suggerire certi Vangeli?

Vado convincendomi della visione contraria: comincio a credere che Tu, nato Dio, abbia impiegato i 33 anni della Tua vita a svestirTi completamente della Divinità ed abbracciare visceralmente l'Umanità.
Senza trucchi, senza giochi di prestigio, fino alla Tua morte.

Solo così riesco a capire cosa possa aver significato per te desiderare, e farlo per di più ardentemente / epithumia.

#Miraggi - #condanna

Prima di trascrivere il miraggio intravisto questa domenica devo appuntare questa considerazione:

"Donna, dove sono?"  chiedi all'adultera sorpresa in flagrante, dopo aver fatto desistere i lapidatori.

Dove sono finiti quelli che la accusano, ma anche dove è scappato a nascondersi il suo amante?
E poi, dove si trova suo marito? Era tra gli accusatori che hanno rinunciato oppure è chissà dove, in preda alla rabbia ed alla vergogna, ad attendere la sua morte come un ristoro?

Alle strette, si resta sempre soli con Te, faccia a faccia.
"Rimasero solo loro due: la misera e la Misericordia" (Sant'Agostino).

Parola:
Nessuno ti ha #condannata? (...)
Neanch'io ti #condanno...

Miraggio:
Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per #condannarlo (...)

Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse:
«Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?
Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?»
Tutti lo #condannarono come reo di morte.

Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato #condannato, si pentì (...)