#contraddizione

Simeone l'ha visto prima di tutti: egli Ti chiama
Segno di contraddizione

e sostiene che - contraddicendo - sarai la salvezza delle genti.

Cosa contraddici, esattamente?
Contraddici l'ortodossia dei tempi; contraddici una fede fondata sui precetti ma svuotata dei contenuti.
Contraddici chi appartiene alle classi più agiate, schierandoTi apertamente al fianco dei più deboli.
Contraddici la tradizione, mai per puro spirito denigratorio ma sempre con l'intento manifesto di tornare ai principi sui quali essa é stata costruita.

A 2000 anni di distanza, il messaggio di contraddizione mi pare ancora attuale ed autentico.
E noi: siamo disposti ad accettare la contraddizione o preferiamo adagiarci sulla tradizione?

Auguri di un 2024 di contraddizione.

#PeaceKeeper

Betlemme di Giudea, Palestina.
Per l'Incarnazione hai scelto uno dei luoghi più riottosi e guerrafondai della storia, certamente non a caso.

Dopo i fatti del 7 ottobre, ho sentito un israeliano chiedere al suo esercito di ammazzarli tutti nella striscia di Gaza, anche i bambini: ché tanto i bambini di oggi saranno i kamikaze che uccideranno i suoi figli domani.

Ed ho sentito i bambini della Cisgiordania, intervistati dentro palazzi sventrati, strappati a cortei funebri durante i quali i loro fratelli scaricavano in aria il kalashnikov, giurare di non aspettare altro che l'età giusta per il martirio.

Intanto le stragi degli innocenti si ripetono nei secoli, diverse nei modi, identiche nella sciagura.

Come se ne esce?
Con una tregua, un armistizio, uno scambio prigionieri?

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio

Non credo che sia risolutiva qualunque pace calata dall'alto: penso piuttosto che una pace duratura possa solo fiorire dal basso.

Occorre seminarla nei cuori, la pace, estirpando l'odio.
Occorrono operatori dediti incessantemente a questo lavoro, con pari tenacia di quanti, più comodamente, soffiano sul livore e sulla voglia di vendetta.

Pace in terra agli uomini di buona volontà, come cantano gli angeli in questa notte
santa, non significa un premio corrisposto a fronte di una disposizione d'animo favorevole, ma piuttosto che il lavoro di estirpazione e di semina porterà certamente il frutto sperato.

A chi si impegna quotidianamente, a partire dal proprio giardino, ad estirpare l'odio ed a seminare la pace i miei auguri di buon Natale!

#TuttoSuaMadre

C'è una cosa che non mi torna nel saluto dell'angelo a Tua Madre:

Ti saluto, piena di grazia...

Se, in accordo con gran parte di coloro che si sono cimentati con questo passo, ritenessimo che piena di grazia si riferisca la fatto che Maria porti Te in grembo, allora dovremmo pure credere che il Tuo concepimento sia avvenuto prima ancora che Maria lo abbia accettato, indipendentemente dalla sua volontà, il che è particolarmente sgradevole.

Oppure?

C'è una cosa che il Padre Celeste non può proprio insegnarTi, pur nella sua infinita Sapienza: come si sta da uomo tra gli uomini.

Dove si prenda il coraggio per accettare una gravidanza tanto misteriosa quanto indispensabile, rischiando di compromettere tutte le proprie relazioni familiari, affettive e sociali.

Dove la forza per mettersi in marcia per aiutare una parente in difficoltà a dispetto di una gravidanza agli albori.

Come si accolgono dei sovrani in una stalla.

Quanta pazienza serva per non strozzare un Figlio che sparisce per giorni.

Come ci si comporta ad un banchetto nuziale dove è finito il vino.

Come si accompagna il Figlio fino ai piedi della Sua Croce.

Questa particolare virtù, saper stare da donna tra gli uomini di ogni rango ed in ogni condizione, la chiamerò "grazia".

E Maria ne è evidentemente piena.


Io credo che sia riduttivo per i meriti di Maria credere che la sua esistenza rientri in un piano divino preordinato; credo piuttosto che il Padre abbia visto Maria piena di grazia ed abbia scelto lei come Madre dell'Unigenito, perché non ce ne sarebbe stata una migliore.

Maria, secondo me, non è un vaso dorato da colmare, ma una donna dalle qualità straordinarie che attivamente scrive la storia dell'Incarnazione.


E sai come faccio a sapere di averci visto giusto?

In un solo versetto l'evangelista condensa tutta la Tua  fanciulezza ed adolescenza: dice, precisamente

Gesù cresceva in sapienza, in età e in grazia davanti a Dio e davanti agli uomini.


#TuttoSuaMadre

#Ardente

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

In che modo ci chiami a vegliare?
Vegliare per non essere sorpresi in flagrante, nella nostre mancanze, nelle nostre miserie?
Vegliare come chi si vuol proteggere da un furto o da qualche malintenzionato?
Vegliare con ansia, vegliare per paura?

Al contrario.
Ci chiami a vegliare con smania, con impazienza.
Siamo chiamati a vegliare ardendo come quella prima candela che, secondo tradizione, accendiamo oggi, prima domenica di avvento.
Siamo chiamati a vegliare per Amore.

Ma quanto a lungo riusciremo a vegliare, preservando l'Amore ardente?
C'è un trucco.
Siamo chiamati a vegliare su un incontro che si realizza sempre.
Sempre.
In ogni singolo istante.

Basta guardarsi intorno per scoprire Dio che cammina di fianco a noi, nell'altro.
Questa scoperta, da sola, alimenta la fiamma, di continuo.

Buon avvento.

#Meritocratico

A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità.

Dare a ciascuno in ugual misura è paritario, politically correct, forse democratico ma non evangelico.

Il Vangelo prevede la distribuzione secondo capacità: il Vangelo è #Meritocratico.

Mi sono chiesto a volte se il servo che riceve un solo talento non rinunci ad investirlo sentendosi così scarsamente considerato.
Scopro invece che occorre ragionare al contrario: dai talenti ricevuti si ha la misura esatta delle proprie capacità.

E pure dello sforzo che occorre profondere, dal momento che il Vangelo non accetta sprechi.

Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 

#ParabolaAlRovescio

Confesso la mia scarsa predilezione per la parabola delle dieci vergini, una sorta di "parabola al rovescio", parafrasando Rodari.

Anzi, riporto qui la sua filastrocca "Rivoluzione" e la uso per formulare meglio il mio pensiero:


Rivoluzione

 

Ho visto una formica
in un giorno freddo e triste
donare alla cicala
metà delle sue provviste

 

Tutto cambia: le nuvole,
le favole, le persone...
la formica si fa generosa:
è una rivoluzione


Perchè non chiedere lo stesso slancio di generosità dunque a quelle cinque vergini previdenti, uscite incontro allo sposo con abbondante olio per le lampade?

Non sarebbe evangelico soccorrere quelle altre vergini, sorprese dall'oscurità ad olio esaurito, che io nemmeno definirei stolte come fai Tu, ma - al più - "superficiali"?

Perchè fare a loro una colpa del ritardo dello sposo?

Fossi in loro, dopo una breve attesa, sarei tornato a casa.


Ma il Vangelo non è un racconto qualunque e chi lo legge da credente non deve permettersi il "cherry-picking": dunque devo andare più a fondo.

A ben vedere ci sono almeno tre chiavi di lettura che mi sono perso.

La prima è un tema che mi è carissimo: la responsabilità.

Ciascuno risponde delle proprie mancanze, senza fare affidamento sulla benevolenza altrui: limpido, cristallino.

La seconda riguarda l'emulazione: se le vergini tra di loro si sono passate parola, se qualcuna si è fatta convincere che lo sposo sarebbe stato puntuale o che portare un supplemento d'olio sarebbe stato inutile, risponderà della sua superficialità.

Come sopra.

(...Nessun monito contro l'emulazione sembri banale nell'era dei follower e degli influenced...)

Il terzo, infine, merita un approfondimento in più.

Nessuna delle donne della parabola è evidentemente la sposa: si tratta di dieci giovani invitate alle nozze da parte dello sposo.

Ognuna di loro è spinta da motivazioni diverse: una vorrà partecipare per condividere l'emozione di quel giorno speciale con lo sposo amico; un'altra vorrà soltanto divertirsi e sfoggiare un vestito elegante; infine qualcuna vorrà sfruttare l'occasione per cercar marito.

E forse il diverso atteggiamento - la diversa "previdenza", che porta solo alcune a curare ogni dettaglio pur di partecipare a quell'evento - scaturisce proprio dalla diversa motivazione.

Di questa parabola ricorderò d'ora in avanti l'invito - quasi agonistico - a tenere alte le motivazioni, nella vita di fede così come si fa nello sport.

#SocialNetwork

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
Amerai il prossimo tuo come te stesso.

Siamo davanti all'architrave del cristianesimo.

Amerai, imperativo futuro, come a dire che non conta il passato, gli inciampi, le mancanze: conta solo la ferma intenzione di qui in avanti.
Futuro é pure il tempo che usa Dio nell'Antico Testamento: quando Lo usa, non intende però una previsione da cartomante, ma sancisce in modo inequivocabile ciò che accadrà.
Addirittura si presenta a Mosè cosí nel roveto ardente:

Sarò quel che sarò!

che é superlativo di alleanza con Israele.
Con la stessa abnegazione, con lo stesso senso viscerale di impegno ci chiedi di accogliere i due comandamenti.

E cosa dicono esattamente quei comandamenti?

Il primo chiede di rinunciare alla tentazione di Adamo e di Eva, quella di fare da soli, escludendo Dio dall'equazione.
Il che non vuol dire chiedere a Dio di fare al nostro posto, ma piuttosto vuol dire voler fare con Dio, insieme.
Amare con tutto il cuore, l'anima e la mente, senza lasciare nessuno spazio inaccessibile a Dio, nessuna zona riservata.

E cosa dobbiamo fare con Dio?
Siamo noi e Dio le sole parti in causa, come Adamo ed Eva nell'Eden?

No, c'è il Prossimo, ovvero chi ci vive accanto, chi incrocia la nostra strada.

Qui la Tua intuizione é grandiosa, potenzialmente capace di cambiare la storia dell'umanità: iniziamo ad amare a partire da chi ci capita accanto.

Se io amo anche solo 5 dei miei prossimi, e quei prossimi a loro volta amano altre 5 persone saremo in 25; ed al passaggio seguente in 125, e così via: l'amore si diffonde in maniera esponenziale.

Quella che hai in mente é una rete di prossimità, sui cui canali scorre l'amore reciproco: con 2000 anni di anticipo hai inventato i social network, nella più alta accezione del termine.

Se fossimo capaci di riscoprire questo messaggio ed accoglierlo, costruiremmo senza dubbio un mondo migliore.

#APrimaVista

Maestro, sappiamo che (...) non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno.

Quei subdoli farisei usano parole di finta ammirazione come captatio benevolentiae, sperando che così Tu abbassi la guardia e cada nel loro tranello.

Ma, purtroppo per loro, é vero piuttosto il contrario: Tu guardi in faccia proprio a tutti.

Guardi la faccia impaurita dell'adultera pronta per la lapidazione; 
guardi quelle deformate dei lebbrosi che ti chiedono la guarigione;
guardi la faccia di Giuda mentre ti consegna e quella di Pilato, mentre compie i suoi equilibrismi tra leggi romane e giudaiche;
cerchi lo sguardo di Pietro, nel momento stesso in cui Ti rinnega:

...e, fissatolo, lo amò

Tra la faccia altera di Cesare stampata sulle monete e quella dell'esattore delle tasse che le stava contando, non hai avuto alcun dubbio su quale scegliere.

All'economia delle monete preferisci sempre l'economia degli sguardi: di quelli dovremmo farci un tesoro nel regno dei cieli...

Credo in un Dio capace di innamorarsi dell'uomo - di ogni uomo - #aprimavista

#Aspettative

Egli ammutolí

Eppure, in fin dei conti, quel tale era stato racimolato mentre era per strada ed invitato improvvisamente ad un banchetto nuziale: non sembra eccessivo, direi pretenzioso, chiedergli come mai non indossi l'abito da cerimonia?

Il Dio cristiano, quello raccontato da Te nei Vangeli intendo, non é un dio comodo o accondiscendente: non é disposto a chiudere un occhio o a fare finta di niente.

Ci accetterà nella nostra miseria, certo, ma solo se davvero ci saremo sforzati di migliorarci.

Abbiamo aspettative altissime su Dio; ci siamo mai chiesti che aspettative ha Lui su di noi?

Egli ammutolí

#RepetitaIuvant

Figlio, và oggi a lavorare nella vigna

È un martello il padre della parabola.
Ogni santo giorno, rivolto a ciascuno dei due figli:

Figlio, và oggi a lavorare nella vigna

Non sa forse quel padre che il figlio che acconsente non si presenterà neanche oggi al lavoro, ma che potrà contare solo proprio su quello che oppone rifiuto alla richiesta?

Quel padre non conosce forse i suoi figli?

E ancora: li sento nelle orecchie gli psicopedagoghi che spiegano che il padre sbaglia a chiedere in quel modo, dovrebbe usare un'altra formula, coinvolgere i figli diversamente.

Cazzate.

Benedetta l'irremovibilità di quel padre.
Benedetto il non cercare compromessi o promettere ricompense.
Esistono, per quel padre come per la Chiesa, principi non negoziabili: l'offerta gratuita di aiuto è uno di questi.
Sul resto ci si accapigli pure, ma su quelli, come quel padre, non ci si stanchi di ripetere esattamente la stessa formula.
La secolarizzazione non può essere usata come attenuante.

#RepetitaIuvant

#copernicano

A ben vedere
la Parola di questa domenica e di quella precedente sono unite da un fil rouge che riassumo nel termine "aspettative".

Cosa mi aspetto dal Prossimo?
Più Amore o più torti?
Sono più fiducioso o più disilluso?
Dal secondo approccio scaturisce la domanda di Pietro:
Fino a quante volte dovrò perdonare al mio fratello?

Analogamente: cosa mi aspetto da Dio?
Sono più fiducioso o più disilluso?
Il bene che faccio - o dovrei fare - é gratuito o viene segnato nei miei registri contabili, chiedendo un pronto ritorno?
Nel secondo caso non sono diverso dai vignaioli chiamati a lavoro di buon mattino che si lamentano per aver ricevuto la stessa paga di quelli sopraggiunti all'ultimo minuto.

Manca a Pietro ed a quei vignaioli - ma non a me, purtroppo - la lezione di Galileo e di Copernico.
Fossimo - io e loro - capaci di spostarci solo un istante dal centro dell'universo e di cambiare il nostro sistema di riferimento, ci sorprenderemmo a chiederci:
Quante volte potrò chiedere al mio fratello di perdonarmi?
Il lavoro della mia giornata merita davvero la paga che mi viene concessa?

E purtroppo non basta una laurea in ingegneria per portare a compimento questa rivoluzione.

#NonScappare

Dio te ne scampi, Signore!

esclama Pietro quando sente ciò che sta per succedere a Gerusalemme.

Come se il compito di Dio fosse di spianare la strada all'uomo e non il contrario.

Nessun altare é il pozzo dei desideri: non dovrei accostarmi per chiedere immunità o salvacondotti.
L'altare é piuttosto la sede della Mensa, dove ricaricare le energie per riprendere, più forte, il proprio percorso.

Si é cristiani nel mondo, non scappando da esso.
Se scappo alla vista delle croci sulla mia strada o se cerco strade alternative sarò furbo, forse, ma non cristiano.

Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua

Undicesimo comandamento: #NonScappare.

Insieme a Te, nulla mi può fare paura.

#rimediare

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.

Che vai cercando in Libano?
Il relax di una vacanza nelle località balneari?
La fuga dalla fama che ti precede in ogni città della Galilea che visiti?
Sottrarsi un po' alla processione incessante di infermi e sconsolati che non Ti da tregua?

Eppure un'abitante del posto Ti riconosce e Ti incalza con le sue suppliche.

Ma egli rispose:
«Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».

È troppo facile così.
Il Prossimo non ce lo scegliamo.
E allora lascio ad altri difendere la Tua infallibilità: qui dico apertamente che Ti sei sbagliato.

Capita a tutti, un errore: qui è capitato a Te.
Non tutti però sono capaci di riconoscere di aver sbagliato e porre pronto rimedio.

Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri».
E da quell'istante sua figlia fu guarita.

Della Tua infallibilità in fin dei conti non me ne faccio nulla.
Dell'insegnamento a #rimediare, moltissimo.

#Ncasá

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva

Di questo passo mi turba il verbo: costrinse.
Ma ci arrivo tra un attimo.

Innanzi tutto, cosa era successo subito prima?
La moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Oltre cinquemila persone sfamate - una ad una - dai discepoli, distribuendo 5 pani e 2 pesci.
Altrove è detto che la folla, visti quei segni, voleva farti re: Matteo non lo annota, lasciando la scena sospesa nella quiete post-prandiale, tempo buono per qualche chiacchiera o qualche pisolino.

E qui Tu intervieni e costringi i discepoli a rimettersi in mare.
L'esatto verbo greco che riverbera nelle mie orecchie partenopee è ἠνάγκασεν / enankasen, dal quale noi abbiamo ereditato #ncasà, ovvero stipare a forza, applicando pressione.

Ecco: quando mi perdo in chiacchiere, quando, a pancia piena, mi prende la sonnolenza, o peggio ancora, se qualcuno mi dovesse mai lusingare promettendomi mari e monti, io lì conto su di Te.

Tu continua a #ncasà.

#ParadisiSintetici

Per due volte paragoni il Regno dei Cieli ad un bene prezioso, ed entrambe le volte aggiungi di colui che lo scopre che: 

...va, vende tutti i suoi averi, e la compra.

Come a dire che chi scopre la bellezza di quel progetto ne resta talmente ammaliato da non avere bisogno di alternative o di piani di emergenza: l'unica misura ammessa - direi quasi l'unica resa possibile dall'abbagliante bellezza del Regno - è la dedizione totale.

E allora verrebbe da pensare al coro degli angeli, alla danza delle vergini... un mondo bucolico che trascende la realtà tangibile quotidiana, affetta com'è da mille imperfezioni e putrescenze.

Niente di più sbagliato.

Ma proprio: siamo completamente fuori strada.

E ci tieni a chiarirlo immediatemente dopo:


Il Regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare che raccoglie ogni genere di pesci.

(...) i pescatori (...) raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.


Solo poco prima avevi paragonato il Regno pure al campo dove crescono insieme il seme buono e la zizzania, senza nessun intervento da parte della manovalanza fino alla mietitura.

Se cerchiamo il Regno dei Cieli - questo progetto talmente affascinante da meritare dedizione totale - fuori dal mondo, siamo fuori strada.

Il Regno è la rete piena di ogni pesce, il campo pieno di ogni erba.

Il Regno, precisamente, è nello sforzo del seme buono di convivere con la zizzania senza lasciarsene sopraffare, ed anche nella capacità del pesce prelibato di convivere con i pesci meno pregiati senza che questi lo divorino.

Il Regno è qui ed ora, intorno a noi: chi ci vuole convincere di paradisi sintetici ci trascina piuttosto nella direzione opposta.


#questioneDiEtà

Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio...

Quanti anni ha la mia fede?
È una fede neonata, che si affida al Padre totalmente, ma anche che dipende completamente da Lui?
È una fede bambina, libera negli slanci d'affetto, ma anche lamentosa, talvolta capricciosa?
Forse è una fede adolescente, che si manifesta nella contrapposizione e nella protesta?
O una fede adulta, che ha svestito il Padre dei panni di supereroe e ora pretendere di guardarLo negli occhi da pari a pari?

C'è tra queste una fede che può dirsi migliore?
Forse si:

Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli

Eppure, qualunque sia la mia fede, mi consola sapere che nessuno mi conosce come il Padre, e che Lui saprà amarmi anche nelle mie mancanze e nella mia incostanza.

#amoreDiScorta

Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; 
chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me

Che Vangelo durissimo, oggi!
Chi potrebbe scommettere che siano proprio parole Tue?
Sembra più una chiamata alle armi che non ammette deroghe.

Leggo nella filigrana di questo Vangelo l'episodio che Tu stesso racconti altrove della vedova di Sarepta.
Eccola, la poverina che, vivendo nella totale indigenza, mette a rischio la vita sua e di suo figlio per accogliere e sfamare il profeta Elia: finché alla fine il figlio soccombe.
Ma:

Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta

Elia infatti interviene e resuscita il ragazzo.

Fuor di parabola: qui chiedi chiaramente di dedicarci alla Tua causa in maniera totale, senza tenere nulla da parte.
E qual é questa causa? 
Amare il Prossimo, con una dedizione che prescinde da ogni legame di sangue: amarlo come se stessi.

L'Amore da destinare al Prossimo non ammette scorte.

#vicino

Strada facendo, predicate che il Regno dei Cieli é vicino.

Vicino quanto?
Vicino come?

Ci sta arrivando addosso?
Stiamo per esserne travolti?
É questo annuncio una specie di ultima chiamata utile alla conversione?
Si comporta, il Regno dei Cieli, come l'angelo sterminatore della prima Pasqua, che salvó i figli di Israele facendo strage dei figli dell'Egitto?

C'è sempre stata nella storia della chiesa cattolica una robusta tentazione catastrofista, fondata su interpretazioni almeno discutibili delle Scritture, fomentata da figure controverse, da apparizioni discutibili e da eventi che spesso si sono rivelati molto meno miracolosi di quel che sembravano.

Il Regno é vicino, ma non nel senso di imminente.
Il Regno é vicino in senso di prossimità.
Il Regno é prossimo, anzi é il Prossimo.
La realizzazione del Regno dei Cieli dipende in maniera cruciale, infatti, dal modo in cui ciascuno di noi si relaziona con il suo Prossimo; basta aprire a caso i Vangeli per capirlo chiaramente.

L'annuncio di vicinanza del Regno non prelude a nessuna sventura per noi peccatori, ma piuttosto vuole essere un potente stimolo alla conversione: é vicino, ci é di fianco, basta un minimo sforzo...
con buona pace dei catastrofisti!

#NonRimessi

Ricevete lo Spirito Santo:
a chi rimetterete i peccati saranno rimessi; a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi

Senti il bisogno di aggiungere pure questa ultima eventualità: il caso - per scelta o per negligenza - di mancato perdono.
Che grande responsabilità, che peso enorme carichi sulle nostre spalle!
Come si fa a scegliere quale peccato rimettere?
Come capire a chi rimetterli ed a chi no?

La risposta secondo me é nell'incipit.
Ricevete lo Spirito Santo.

E lo Spirito - come scritto altre volte ma valendo la pena ribadirlo a Pentecoste - appena insediato, si e ci sporge verso il Prossimo.

La Tua intuizione rivoluzionaria dell'amore di prossimità, come un contagio - come un network diremmo oggi - si declina pure per il perdono: dove io non arrivo a perdonare, arriverà il mio Prossimo, oppure il Prossimo del mio Prossimo.

A chi non saranno rimessi i peccati, dunque?
A chi non si fa Prossimo.
A chi fugge dal mondo e dagli uomini.
In una parola, a chi rifiuta lo Spirito e la sua azione.
Liberaci dalla misantropia e dalla tentazione dell'ascesi.

#TagliarCorto

Signore, mostraci il Padre e ci basta!

A me Filippo sta simpatico perché è pragmatico.
Lui non può saperlo, ma quello che stai tenendo ai discepoli è il Tuo discorso di commiato: lungo, denso di indicazioni, ai loro occhi privo di una reale motivazione.
Allora lui taglia corto: facci vedere Dio, non ci serve altro.
Mi pare ragionevole, no?

La richiesta sta pure in piedi dal punto di vista dottrinale: non ha nulla in comune con lo sfottò del soldato che Ti incita a scendere dalla Croce per fargli riconoscere che sei il Figlio di Dio.
Filippo invece non chiede un prodigio fine a se stesso: lui sta chiedendo al suo maestro di fargli vedere Dio, che é poi il motivo ultimo del suo essere discepolo.

É tutto giusto se non fosse che Filippo sta guardando nella direzione sbagliata.
Ed il compito del maestro, sia pure nella criticità del momento, è di correggerlo.

Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Dove lo stiamo cercando il Padre, io e Filippo?
Sopra una nuvola?
In una chiesa finemente ornata e riccamente addobbata?
O ne cerchiamo la presenza, o almeno il riverbero, nelle persone che fanno un pezzo di strada con noi?
Ecco, quelle persone potrebbero dirci ancora:

Da tanto tempo sono con te e tu non mi hai conosciuto?

Se la risposta è sì, nemmeno la visione del Padre potrà consolarci.

#IlBuco

"Come sto impiegando il tempo che mi è dato?"

Prima o poi sbattiamo tutti contro questa domanda.
C'è chi fa finta di niente, tirando avanti: ma tanto la domanda ritorna, via via più assillante.
C'è chi, per non ascoltarla, cede a vizi di ogni sorta che però, purtroppo, oltre a non offrire risposte, aggravano il problema conducendo alla schiavitù delle dipendenze.
C'è poi chi scivola nella depressione e nel pessimismo più cupo.
E perfino chi ha una risposta, ovvero che sta impiegando tutto il tempo per se stesso, presto o tardi riconosce di averlo sprecato tutto, il proprio tempo, perché sarà passato su questa terra senza lasciare nessuna traccia.

E allora che si fa?
Come si riempie questo #buco enorme?
Basterà inventarsi un hobby o prendere un cane?

La verità è che la cosa che più assomiglia a tempo ben speso è prendersi cura del Prossimo.
È un esercizio che quasi mai delude e, pure in quei rari casi, sia pure nel rammarico, si ha la chiara sensazione di aver fatto la cosa giusta.

Alla domanda iniziale rispondo che bisognerebbe amare il Prossimo fino a farla tracimare, la propria vita.
Oppure, equivalentemente, potrei dire di mettersi alla Tua sequela, dal momento che nessuno ha amato il Prossimo più di Te e che Tu stesso hai detto:

Io sono venuto perché (tutti) abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.

#AttenzioneeTachicardia

I due in viaggio verso Emmaus Ti aprono il loro cuore: Ti raccontano il loro punto di vista sulla Tua Passione e i loro dubbi e le loro speranze sulla notizia della Resurrezione.
Invece di confortarli, rivolgi loro queste parole durissime:

O poco attenti e lenti di cuore alle parole dei profeti!

Mi permetto di tradurre direttamente dal greco

O anoetoi kai bradeis tei kardiai tou

anoetoi:  letteralmente "senza testa", come chi ascolta, interagisce e vive in maniera superficiale, senza attenzione.

bradeis tei kardiai: bradicardico, chi non si lascia coinvolgere, tenendo il suo cuore al riparo dalle emozioni.

Per capire i Profeti, per leggere le Scritture, per accogliere il Vangelo bisogna innanzitutto essere disposti ad esserne travolti; e per questo sono necessarie #attenzione e #tachicardia.

D'altronde, non sono forse #attenzione e #tachicardia segnali inequivocabili dell'amore?

#OltreTomba

"Tutto é compiuto".

Queste le Tue parole che chiudono la scena della Croce nel Vangelo di Giovanni.

Guai a non crederTi: davvero con il Tuo ultimo respiro tutto é compiuto.
Abbiamo il Tuo comandamento ed abbiamo l'Eucaristia: non serve altro.
Svestito della Tua divinità, hai affrontato il calvario e sei morto da uomo.
La pietra pesante rotolata contro il sepolcro sigilla pure la nostra salvezza, che é acquisita.

E allora, la Resurrezione?
A che serve il più incredibile prodigio della storia?
Cosa ce ne faremo di questo sepolcro vuoto?

La notizia della Resurrezione é bella come un dono gratuito ed inatteso.
La notizia della Resurrezione dice che nessun masso é troppo pesante da spostare, nessuna sciagura é compromettente in maniera definitiva.

Anzi: la carne risorta, le mani ed i piedi forati, il costato bucato in cui affonda il dito Tommaso testimoniano una storia nuova che nasce oltre e sopra la sofferenza, oltre e sopra perfino la morte.

C'è vita #OltreTomba!
Auguri.

#LaProcessioneLenta

Quando ero piccolo le processioni erano più lente: per quello stesso percorso che oggi si conclude in circa tre ore se ne impiegavano quasi cinque.

Si procedeva a passo più lento, ed adesso ne conosco il motivo: si cercava di venire incontro ai più piccoli, gravati da una fiaccola o da una crocetta, ed agli anziani, affaticati dall'età.

E se qualche fuggitivo non era d'accordo subito i cerimonieri - con le buone o con le meno buone - li riportavano all'andatura corretta.

Succede così pure nei Vangeli.
Giovanni e Pietro Ti corrono dietro fino alla casa del sommo sacerdote.
Giovanni arriva prima ed entra, essendo conosciuto, ma poi torna indietro a recuperare Pietro che indugiava sulla porta.

E pure al sepolcro vuoto arriva prima Giovanni: ma quella volta é lui a fermarsi perché ha bisogno della figura di Pietro, di tutta l'esperienza che quello ha maturato nella notte del rinnegamento.

Questo auguro ai partecipanti alle processioni ed a tutti i cristiani: la capacità di guardarsi intorno e di tenere il passo di chi é più lento, stasera e sempre.

#LaLanciaELaSpugna

Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». 
E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere.

Sono io quel tale.
Nell'attesa del miracolo, del prodigio o persino del piccolo vantaggio, alimento la mia fede con una spugna imbevuta di aceto.
Accetto di credere a regime minimo, quanto basta per tirare avanti.

Ma sono anche quel tale che, stanco di attendere, affila la lancia, pronto a bucarti il costato al primo segno di mancamento per farla finita e tornare a casa.

Ecco la mia fede, Signore, deposta ai piedi della Tua Croce tra la Lancia e la Spugna.

Abbi pietà di me o Dio, secondo la tua grande misericordia.

#DioèScappato

Il velo del tempio si strappò da cima a fondo...

Quel velo serviva a delimitare l'area del tempio alla quale potevano accedere solamente i sacerdoti.

La Croce ha l'effetto di abbattere quel diaframma: non c'è più nessuna separazione tra Dio e l'uomo, nessuna recinzione.

Dio #scappa dal Tempio in cui lo avevano costretto ed inizia a camminare per il mondo, alla ricerca dell'uomo, come già accadde nell'Eden.

Rispose (Adamo): «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

In questa nuova creazione, invece, Dio viene Egli stesso nudo, vulnerabile, crocifisso: non c'è nulla di cui aver paura, non c'è da nascondersi.

A chi si metterà in cammino nella Settimana Santa, auguro di accorgersi di Dio che li precede, li segue, li circonda.

#Preview

Gesù scoppiò in pianto.


Cosa Ti turba così profondamente?

La morte del Tuo amico Lazzaro? Il dolore delle sue sorelle?  La processione di Giudei che le accompagna?

Non hai detto forse, dal primo momento, che la morte di Lazzaro era uno stato transitorio, funzionale alla glorificazione di Dio?

Non avresTi dovuto mantenere sangue freddo ed invitare tutti alla calma, proprio Tu che sapevi ciò che sarebbe successo?


Marta e Maria affrante, il morto da giorni nel sepolcro, il grosso masso che lo sigilla.

Tra pochissimo verrà il turno Tuo: allora non potrai contare sull'aiuto di nessuno.

In realtà la morte di Lazzaro è per Te una #preview.

Ecco da dove sgorgano quelle lacrime.


Togliete la pietra!

Ti auguro di poter sperimentare quello che Tu hai fatto per Lazzaro.

Davanti all'esercito di detrattori, al cospetto di chi Ti spinse materialmente allora e continua figuratamente oggi  a ricacciarTi nella tomba, infischiandosene della secolarizzazione, del modernismo, delle mode e delle tendenze, auspico che ci sia stato o ci sia quacuno disposto a far sentire forte la sua voce:

"Cristo è vivo:

Togliete la pietra!"

#DammiDaBere

Dammi da bere.

Così, dritto come una coltellata.

Alla samaritana non chiedi una brocca per attingere da Te al pozzo.

Nè preferisci rivolgerTi a qualcun altro nei paraggi dal momento che 

I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.


Proprio a lei chiedi:

Dammi da bere.

Non dove trovare gli strumenti per bere o cosa può fare lei per evitare che Tu abbia sete in futuro (casomai, darai Tu quelle indicazioni)

Adesso hai sete e chi ha sete chiede da bere, niente di più.


Dammi da bere.


In memoria dei naufraghi di Cutro, alle cui richieste continuiamo ad offrire risposte non attinenti.



#mancanza

Non è la voglia di privazione che Ti spinge nel deserto.
Non è questo che dovremmo cercare durante la nostra Quaresima.

É piuttosto la necessità di sperimentare la #mancanza, in alternativa all'abbondanza.
É la voglia di riscoprire il valore di cose che tendiamo a dare per scontate, preferibilmente prima di perderle.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Ed il companatico.
E le bevande.
Ed anche qualcosa di buono di cui dovesse venirci voglia, come nella vecchia reclame.
E, quando tutto questo sarà dovuto, qualcos'altro ancora.

E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.

Benedetto il primo pane dopo un digiuno così lungo.

#Straordinario

Accontentarsi.
Vivere in uno stato di non belligeranza, di distacco - direi meglio "disinteresse" - rispetto al Prossimo ed al resto del mondo.
Non prendersi e non prendere troppo sul serio.

Non ci hai chiesto nulla di tutto ciò.

E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?

Ci hai chiesto invece lo #straordinario.
Toccherà attrezzarsi per quello.




#benedettaAmbizione

Sono contrario alla dottrina del basso profilo, della modestia - vera o falsa che sia, dell'accontentarsi del poco che si ha.

Se la Chiesa avesse seguito questo insegnamento si sarebbe estinta con le primissime persecuzioni.

E sono contrario soprattutto ai predicatori che dipingono l'ambizione come un peccato capitale: per loro conoscenza, Tu non hai mai detto questo.

Hai detto, piuttosto:


Non può restare nascosta una città collocata sopra un monte,

né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio,

ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini...


#benedettaAmbizione

#cambiare

Avendo saputo che Giovanni era stato arrestato,
Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, sulla via del mare.

L'arresto di Giovanni è un segnale forte: mira ad intimidire, a zittire ogni voce fuori dall'ortodossia ebraica.
Tu saresti stato il successivo ma, anziché ridurTi al silenzio, quell'azione produce l'effetto contrario di innescare la Tua predicazione, spingendola gradualmente dalle periferie verso la capitale, Gerusalemme.

Cosa sarebbe successo se Pietro ed Andrea, chiamati, avessero risposto: "no grazie"?
Cosa se Giacomo e Giovanni avessero preferito non abbandonare il vecchio padre?
Quante persone hai chiamato invano, delle quali non abbiamo ricevuto notizia?
Quanti, alla proposta di convertirsi al Vangelo, Ti hanno risposto: "Meglio continuare a fare come abbiamo fatto finora"?

Qui le linee di pensiero divergono: si può credere che tutto faccia parte di un disegno preordinato che, in maniera talvolta oscura ed insondabile, porterà alla fine alla Salvezza.
Oppure credere che sia richiesto anche il nostro contributo, essendo disposti a cambiare casa, parenti, abitudini.

A noi la scelta.


#battesimoPiromane

Ad ogni battesimo ho sempre percepito nell'omelia un certo imbarazzo da parte del sacerdote, già difficilmente avvezzo a maneggiare un neonato e per di più costretto ad equilibrismi retorici per conciliare l'evidente innocenza del lattante con la dottrina del peccato originale, della veste candida, talvolta con richiami di pessimo gusto in quel momento alla morte, alla tomba, etc.

Credo davvero che si sia saltato un passaggio.

É lui che battezza in Spirito Santo!

esclama Giovanni dopo averTi battezzato nel Giordano.
É un passaggio di consegne, l'inizio di una nuova era: fino ad allora si battezzava in acqua, cercando di pulire in profondità da ogni peccato; da quel giorno invece si battezza in Spirito, per incendiare le coscienze, per correre incontro al Prossimo, per proclamare il Vangelo a perdifiato.

Sbaglieremo? Probabilmente.
Peccheremo? Può accadere.
Inciamperemo? Lo Spirito ci risolleverà.

Il peccato più grande, il solo che non può essere rimesso, la bestemmia contro lo Spirito é sotterrare il Suo fuoco, magari per timore di sbagliare, come fece quel servitore con il talento che gli era stato assegnato.
Non gioverà a nulla presentarsi con la veste immacolata dopo una vita nella quale ci si é astenuti dal vivere, come a quel servo non giovó restituire il talento che aveva sotterrato.

Chissà che un giorno non mi possa capitare di ascoltare qualcosa di simile ad un battesimo...

#orfani

C'è una notizia per tutti gli #orfani.
Ai figli derelitti, alle pecore nere, ai "fuori razza"; ai figli rinnegati, scordati dai genitori, abbandonati a se stessi, cresciuti da soli come giunchi di palude é detto:

Nessuno é dimenticato.
Purché siano in Te e Tu in loro, il cuore del Padre gioirá nel vederli ed anche per loro esclamerà:

Ecco il mio figlio prediletto
nel quale mi sono compiaciuto

Nessuno escluso.