#lafinedelmondo

Faccio sempre fatica la prima domenica di avvento.
Perché vorrei parlare di speranza, di qualcosa che sta per arrivare, di un germoglio di vita ed invece mi trovo davanti al quadro terrificante dell'Apocalisse:

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.

Ma, in calce a questo disastro, una promessa:

Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina

Ho scritto altrove su queste pagine che rivendicavo il diritto di ciascuno a non essere lasciato solo, ribattezzandolo improvvidamente #iusNonSoli.
Eccolo plasticamente riconosciuto.

Quissú esprimi la più irremovibile disponibilità al soccorso, quella totale: non ci abbandonerai nemmeno se dovesse succedere l'Apocalisse.

Nessuno sarà lasciato solo: questo è il segnale di speranza che cercavo in questa domenica, la promessa che spalanca le porte dell'avvento.

Con Te di fianco, #lafinedelmondo fa meno paura.

#battersi

Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato

E per cosa dovrebbero #battersi dunque, i Tuoi "servitori", secondo il lessico che usi per renderTi comprensibile a Pilato - o i Tuoi amici, secondo il lessico che usi con i discepoli?
È scritto qualche rigo dopo:

Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.

Questo è l'unico, vero, valore non negoziabile del cristianesimo, per il quale dovremmo batterci: il diritto a rendere testimonianza alla verità.
Dove esso è negato, occorre battersi per ottenerlo; dove esso è sancito, il resto sono inutili isterie.

#marciaindietro

Mi sorprende il fatto che dal capitolo 13 di Marco nessun produttore abbia pensato di trarre uno di quei colossal apocalittici in voga fino a qualche anno fa.
Ad una lettura sommaria, dentro ci si trovano tutti gli ingredienti: terremoti, guerre, carestie, sconvolgimenti del firmamento,  fino alla venuta finale nella gloria dell'Eletto.

In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.

Qui però non ci hai preso, se è vero che sono passati 2000 anni da quelle parole.

Oppure bisogna credere che ogni generazione - ed ogni individuo dunque - conosce la sua grande tribolazione, diversa da quelle già vissute prima eppure parimenti insormontabile, a giudicare dalla violenza degli eventi descritti.

Ancora una volta Tu non affranchi né dal Male né dal Dolore: non sei venuto a predicare questo.
Piuttosto ci suggerisci di affidarci allo Spirito e ci prometti che, alla fine di tutto, vedremo Te nella gloria.
Questo ci spinga ad andare avanti, nonostante le enormi difficoltà: da nessuna tribolazione si esce a #marciaindietro.

Chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa;
Chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello

#anticlericale

Quello che nessun sacerdote ha mai detto in nessuna omelia è che Tu sei stato anticlericale:

Guardatevi dagli scribi, (<- questa è una delle virgole più pesanti dei Vangeli)
che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 
Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave.

Piuttosto che fare levate di scudi ad ogni contestazione, ergersi a paladini dell'ortodossia e ragionare in maniera manichea, molti esponenti del clero dovrebbero chiedersi se non siano ancora in giro gli scribi dei quali Tu parli, che magari hanno scambiato lo zuccotto con la talare o con un velo monacale.

Il DDL Zan, ad esempio.
Io non ho le competenze legali necessarie a stabilire se fosse una buona legge o se fosse una minaccia alla libera espressione dei cattolici, come sostenuto dalla CEI e dalla stampa cattolica.
So peró con precisa certezza che chi ama autenticamente il prossimo, chi ne recepisce necessità e urgenze, un minuto dopo la bocciatura di quel DDL si sarebbe affannato a presentarne un altro migliore, più inclusivo, a tutela dei diritti di tutti.
Chi si è messo a festeggiare e ad esultare a favor di telecamera non è poi diverso dagli scribi di cui sopra.