Pietro Giacomo e Giovanni salgono ancora poco discepoli e molto pescatori.
Assistono alla Tua trasfigurazione ed all'incontro con Mosè ed Elia - ovvero la Legge ed i Profeti.
Avvertono in forma di terrore la portata del cambiamento epocale che sta per prodursi e probabilmente intravedono le difficoltà e le persecuzioni a cui andranno incontro.
Pietro allora rompe gli indugi e tenta una mediazione:
...facciamo tre tende, una per Te, una per Mosè, una per Elia...
Le tende di cui parla ereditano dalla tenda che nel deserto ospitava l'Arca dell'Alleanza e andrebbero intese come tabernacoli, luoghi di culto.
Nel momento di crisi, i discepoli, umanamente, chiedono un pantheon, una transizione morbida, qualcosa che non li costringa ad andare contro l'establishment ebraico del tempo.
Poi la nube - altro richiamo veterotestamentario - e la Voce che chiude il discorso, stroncando ogni obiezione sul nascere:
Questi é il mio figlio, l'Amato: ascoltatelo!
La mutazione da pescatori a discepoli è conclusa: si potrà vacillare ma la strada è inequivocabilmente segnata.
Prego di avere, in questo tempo di crisi personale e globale, la stessa capacità di ascolto della Parola per individuare le scelte corrette da compiere ed anche la risolutezza necessaria a perseguirle senza compromessi.