#weddingPlan

"... e i due saranno una carne sola"

Il matrimonio avviene per sutura, come si rimargina una ferita: non è previsto che non lasci cicatrici.

"Stato civile?" mi chiedono spesso.

"Sposato" non mi piace: è un participio passato, sa di memoria di un unico giorno felice.

"Coniuge" contiene la fatica di portare in due lo stesso giogo, senza nemmeno quel richiamo minimo alla felicità.

"Sposo": questo mi piace.
Lo sposo etimologicamente risponde dell'altro e lo fa in ogni istante in prima persona plurale.
Adamo non fu sposo di Eva quando rispose:
"La donna (...) mi ha dato dell'albero, ed io ne ho mangiato".

Il sacramento del matrimonio, ben lungi da ogni formalità burocratica, dovrebbe contenere questo sforzo da parte di entrambi di sedersi sempre dalla stessa parte del tavolo, anche quando la cicatrice di sutura brucia in maniera lancinante.
Meno di così, non c'è bisogno di coinvolgere Dio e la Chiesa.