Riprendo l'episodio dell'indemoniato della sinagoga che esclama:
Che c'entri con noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci!
Io so chi tu sei: il santo di Dio.
Di cosa Ti sta accusando quel tale?
Di alzare troppo gli standard di quella sinagoga?
Di indicare modelli troppo lontani, praticamente irraggiungibili?
In fin dei conti, non Ti sta accusando forse di un eccesso di amore, di esserTi speso in attenzioni non richieste?
Sentirsi sindacare un gesto d'amore è un'esperienza tanto sgradevole quanto comune, almeno per chi è genitore.
Come si fa a convincere qualcuno titubante del fatto che un'attenzione è frutto di uno slancio sincero e non nasconde nessun interesse o tornaconto?
La risposta che leggo in questa pagina di Vangelo è che non ci si riesce, non esiste questa possibilità in natura.
O ci si sforza di estirpare la mentalità del sospetto alla radice, oppure ogni sforzo di convincimento sarà vano: "we can't go on together / with suspicious mind", cantava Elvis.
E Tu, con il vigore del contadino che sradica la malerba, più drasticamente:
Taci! Esci da quell'uomo!