"Fossimo morti per mano del Signore nel paese d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà!"
La risposta di Dio a quel popolo bambino fu quella che ogni genitore ha con un lattante: cibo, in forma di manna.
Nel riferirTi a quell'episodio, lo ridimensioni pesantemente, quasi lo sconfessi:
Non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero!
Naturalmente non ce l'hai con Mosè, piuttosto credo che Tu stia cercando di dire qualcosa sulla modalità corretta di formulare la richiesta ed - in definitiva di approcciarsi a Te.
Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.
É chiaro che non parli qui della fame e della sete materiale: chi viene a Te per riempirsi la pancia o per proprio tornaconto, pure il più legittimo, resterà probabilmente deluso.
Non attaccano con Te i capricci da lattante.
Al contrario, chi viene mettendosi autenticamente in gioco, correndo pure il rischio di perdere gli agii che ha, riceve il dono di accedere all'essenza più pura del Vangelo.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e fame nuova domattina.