Invece adesso mi accorgo che le beatitudini si tengono per mano, si intrecciano come la trama e l'ordito.
Ci sono due assi principali, due direzioni: i perseguitati, gli afflitti e gli affamati di giustizia da una parte; i puri di cuore, i misericordiosi, gli operatori di pace dall'altra.
E non penso sia un caso che questo discorso avviene dopo l'arresto di Giovanni, quando qualche animo più irruento avrebbe potuto scaldarsi.
Sulla montagna proclami invece beato chi, pure nella persecuzione, nella vessazione e nell'indigenza è capace di conservare un cuore puro, di operare per la pace e di non rinunciare ad elargire misericordia.
Questo è, in purezza, il nocciolo della Fede cristiana, prima di ogni preghiera recitata in maniera più o meno meccanica, di ogni devozione a questo o quel santo e di ogni aspettativa ultraterrena (il Regno dei Cieli, al quale pure Ti riferisci, si compie qui ed ora: vale la pena di ricordarlo).
Il discorso della montagna è il manifesto della nostra Fede: siamo liberi di scegliere altro, ma difficilmente dovremmo dirci cristiani, in quel caso.