É tutto uno spararsi addosso a colpi di Scritture: lui apre il fuoco e Tu rispondi.
Cosa fa la differenza, dunque?
Cosa distingue un'azione autentica da una mistificatrice?
Mischio un po' di parabole insieme, mi perdonerai.
Cade lo stesso seme su terreni diversi: su uno germoglia, sull'altro no.
Arrivo perfino a dire che lo stesso seme, ovvero la stessa Parola, sullo stesso terreno fertile produce grano o perfino zizzania, come fa il diavolo distorcendo le Scritture.
E allora mi viene in mente il Vangelo di domenica scorsa, meravigliosa chiosa del discorso della montagna:
Non son venuto per abolire, ma per dare compimento
Secondo me é una questione di intenzioni: si possono osservare le Scritture e la Parola come un simulacro, come un soprammobile da spolverare ogni tanto, oppure accettare il rischio di travisarle pur di non lasciarLe lettera morta.
Bisognerebbe amare così tanto la Parola da non aver paura di perderLa, piuttosto che portarLa in giro al guinzaglio.
D'altronde il seme, per germogliare, dovrà pur morire.
Ecco: nella Quaresima che incomincia, piuttosto che fioretti privativi, mi propongo quello di vigilare sulle mie intenzioni.
Cor mundum crea in me, Deus.