Dammi da bere
chiedi alla samaritana incontrata in prossimità del pozzo.
Quella sciagurata non te ne darà: piuttosto, dopo una surreale discussione dottrinale, se ne tornerà al suo villaggio lasciandoTi la sua brocca.
"Attingitela da solo, visto che sei di quelli che discreditano la mia gente", pare essere la didascalia di quel gesto.
Dammi da bere
implori, come una pianta rinsecchita, come un seme che prova ostinatamente a germogliare in un terreno arido.
Eppure in quella donna qualcosa hai messo in moto, se è vero che - magari solo per curiosità - invita i suoi concittadini a venirTi incontro.
E pure in quelli inneschi qualcosa, tanto che alla fine:
dicevano alla donna:
"Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo"
Se è vero - come credo fermamente - che:
Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa
quanto più abbondante potrebbe essere il raccolto se solo dessi ascolto - sempre e dovunque - a quella richiesta incessante:
Dammi da bere